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Protezione civile

 
 

Centro Operativo Comunale di protezione civile

Sede operativa
via Trieste, 1
Tel. 0573 771.128-123

Responsabile politico: Sindaco Marco Mazzanti 
Responsabile tecnico: Ing. Andrea Casseri
Operatori:
Geom. Massimo Valensise
Arch. Paola Petruzzi 

 

La PROTEZIONE CIVILE, così come definita dall'art. 1 della Legge 24 febbraio 1992 n. 225, ha il compito specifico di: "...tutelare la integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi".
Questi scopi sono confermati dall'art. 2 della Legge regionale 29 dicembre 2003, n. 67.
Si tratta di protezione civile quando la gestione di un evento, per la gravità, la complessità e/o vastità dello stesso, richiede competenze plurime e l'intervento coordinato e sinergico di più Enti e/o Organizzazioni.
La protezione civile è quindi un sistema complesso ed interdisciplinare, costituito da enti, istituzioni, aziende ed organizzazioni (componenti), operanti ciascuno nel campo di propria competenza, ma tutti insieme garantiscono un'azione completa per il soccorso in caso di evento calamitoso e finalizzata al superamento dell'emergenza, il tutto sotto la direzione ed il coordinamento del Sindaco, quale autorità di protezione civile (art. 15 L. 225/92).

 
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Obiettivi della protezione civile comunale

  • aumentare le conoscenze relative al territorio e promuoverne la comprensione nella sua complessità;
  • recepire i concetti di previsione e prevenzione delle calamità e di tutela della sicurezza collettiva, nell'attività quotidiana di governo e di programmazione territoriale (Piano Regolatore Generale, Piani di settore, Piano degli Investimenti e Bilancio, ecc.);
  • dotare il territorio di sistemi di controllo e di monitoraggio dei parametri fisici e della qualità della vita in genere;
  • programmare e porre in atto interventi di prevenzione dei rischi;
  • valorizzare il patrimonio umano, morale e culturale rappresentato dalle Organizzazioni del Volontariato, che è elemento essenziale affinché la protezione civile sia intesa come fattore di crescita civile, in spirito di reale cittadinanza attiva, riconoscendone il ruolo e favorendone la partecipazione ai vari livelli;
  • curare la formazione permanente degli operatori della protezione civile, mediante l'organizzazione di momenti di aggiornamento, da attuarsi in collaborazione con le altre Istituzioni a ciò preposte e con il Volontariato;
  • promuovere la formazione nella cittadinanza di una nuova e moderna cultura della protezione civile, con una particolare attenzione verso le nuove generazioni.

La direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alle popolazioni colpite viene assunto dal Sindaco, in quanto Autorità locale di protezione civile (Legge 225/1992, art. 15) e in veste di Ufficiale di governo (D.Lgs. 267/2000, artt. 50 e 54), "adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini; per l'esecuzione dei relativi ordini può richiedere al prefetto, ove occorra, l'assistenza della forza pubblica".

Al verificarsi dell'emergenza, il Sindaco si avvale del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) per la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione colpita. Coordina inoltre le funzioni di supporto e gestisce, istituendo a propria discrezione una specifica unità operativa, le procedure formali, amministrative e contabili legate all'emergenza e in particolare:

  • trasmissione ai responsabili di funzione dei messaggi di attivazione e di passaggio di fase e verifica dell'avvenuta ricezione;
  • gestione dei rapporti con la Prefettura e la Provincia;
  • aggiornamento del quadro del personale impiegato in attività di protezione civile e delle rispettive responsabilità e funzioni;
  • gestione delle procedure di approvvigionamento e in particolare dell'acquisto di materiali e derrate;
  • gestione e rendicontazione della fornitura di servizi da parte di terzi;
  • emissione e revoca di ordinanze;
  • gestione della raccolta e della diffusione delle informazioni.
 
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Funzioni e compiti del Centro Operativo Comunale (C.O.C.)

Per l'attuazione del Piano Comunale di Protezione Civile il Sindaco si avvale della struttura del Centro Operativo Comunale (C.O.C.). La struttura è costituita con provvedimento formale nel quale sono indicati la sede, gli strumenti e i mezzi messi a disposizione dal Comune, le procedure di utilizzazione dei volontari, nonché le modalità di finanziamento dell'attività e di potenziamento della dotazione di attrezzature e mezzi.
La struttura organizzativa del C.O.C è di tipo gerarchico: al vertice il Sindaco, con compiti di coordinamento generale; seguono i responsabili.
 Attraverso l'attivazione del C.O.C. si rende efficace ed efficiente il piano di protezione civile.
In particolare mediante il C.O.C:

  • si individuano i responsabili di ogni funzione ed il loro coordinatore;
  • si affida ad un responsabile sia il controllo dell'operatività sia l'aggiornamento dei dati relativi alle risorse pubbliche e private al fine di garantire la loro piena disponibilità;
  • in caso di emergenza i singoli responsabili di funzione assumono la veste di operatori specializzati nell'ambito della propria funzione di supporto.
 

In pratica, l'istituzione del C.O.C. rappresenta la creazione del tavolo centrale di coordinamento, a livello comunale, che entra in operatività piena al verificarsi dell'emergenza; il compito è quello di gestire l'evolversi della situazione, attraverso un costante monitoraggio, una razionale e opportuna distribuzione delle risorse umane sul territorio, una pianificata gestione delle strutture e dei mezzi disponibili in funzione del tipo di evento, della sua intensità, del grado di coinvolgimento territoriale verificatosi.
Le funzioni di supporto previste per ogni C.O.C potranno essere istituite o aggiornate, a ragion veduta, in maniera flessibile in base agli scenari di rischio incombenti sulla realtà territoriale di riferimento e sulla base delle esperienze maturate nella pratica delle esercitazioni.
Di massima il Sindaco si avvale del Centro Operativo Comunale nel coordinamento delle seguenti operazioni:

  • apprestamento dei servizi di controllo e monitoraggio del territorio con squadre miste (volontari, dipendenti, ecc.), sotto il coordinamento delle Autorità competenti;
  • diramazione di avvisi e di messaggi di allarme alla popolazione a mezzo di punti informativi fissi e mobili e pattuglie delle forze di polizia;
  • delimitazione delle aree a rischio e istituzione dei "cancelli (posti di blocco);
  • in caso di rischio per la pubblica incolumità, verifica prioritaria delle condizioni delle persone necessitano di particolare assistenza (anziani soli, portatori di handicap, ecc.);
  • controllo della rete viaria ed emanazione di ordinanze per la regolamentazione del traffico sulla viabilità pubblica e privata;
  • allertamento dei possessori di risorse per la pronta disponibilità delle stesse;
  • emanazione dei provvedimenti necessari per ottenere la disponibilità di aree e strutture da adibire all'ammassamento dei soccorritori e all'accoglienza di persone, animali e beni evacuati e loro predisposizione e allestimento;
  • soddisfacimento delle esigenze di tipo sanitario, socio-assistenziale e igienico, mediante il coinvolgimento di strutture pubbliche e private;
  • distribuzione di generi alimentari, acqua potabile, vestiario, coperte, ecc. alle persone sinistrate e garanzia di assistenza e segretariato sociale alle stesse.
 
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Le associazioni di protezione civile presenti sul territorio

 
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Siti Utili:

 
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Rischio Idraulico

 

La Tav. I1,  del Regolamento Urbanistico, Carta delle Aree Allagabili, rappresenta l'inviluppo delle aree di allagamento per tempi di ritorno pari a 200 e a 500 anni e tempi di pioggia di 3, 6 e 18 ore. In questa carta sono state distinte aree allagabili per fenomeni di transito e per accumulo; le aree interessate da acque di transito sono state a loro volta suddivise a seconda che le acque di allagamento provenissero da tracimazione dei corsi d'acqua principali (acque alte) o dal reticolo secondario (acque basse). Per quanto riguarda le acque di transito, non è possibile definire un valore del battente idrico che dipende da micro caratteri morfologici non valutabili alla scala della pianificazione; per queste acque sono stati indicati battenti tra 10 e 20 centimetri, da definire alla scala del dettaglio dei singoli progetti esecutivi.  la quasi totalità della pianura di Quarrata è interessata da allagamenti per accumulo o per transito di acque di tracimazione.

 

Interventi previsti per la mitigazione del rischio idraulico

 

Considerata la situazione di criticità idraulica del territorio comunale, in tempi diversi vari Enti (Autorità di Bacino, Provincia di Pistoia, Comune di Quarrata) hanno attivato procedure per la realizzazione di casse di espansione con l'obbiettivo di mitigare il rischio idraulico nel territorio di pianura. Gli interventi di mitigazioni individuati sono:
 
Bocca tarata Fermulla: si tratta di un intervento di interesse locale realizzato nel 1996 con l'obbiettivo di laminare le piene del Fermulla.
Cassa di espansione di Olmi: area di poco più di 3 ettari per l'accumulo delle acque del Fosso Quadrelli; lo scopo è quello di ridurre le criticità idrauliche della zona di Olmi-Vignole soggette frequentemente ad allagamenti del fosso. Opera in esercizio per quanto riguarda il primo Lotto.
Cassa di Case Carlesi: questo intervento, il cui collaudo risale al 2002, ha la funzione di contenere le piene dell'Ombrone nella sua area di maggior criticità, allaconfluenza con il T. Stella. Questo intervento risultava classificato di tipo "A" nel DPCM 5/11/99.
Cassa Falchereto - Stella San Biagio: su incarico della Provincia di Pistoia sono stati effettuati i rilievi topografici propedeutici alla realizzazione di una delle casse di tipo "B" indicate nel DPCM 5/11/99. Preme far presente che in questo comparto, compreso fra Falchereto, Stella e Via Firenze, lo studio Biagini non indica superamenti d'argine dal T. Stella e che le criticità derivanti dalle acque alte verranno di fatto superate con la realizzazione della cassa sul Rio di Lucciano e con l'ampliamento del bacino a tergo della bocca tarata sul Falchereto.
Cassa di espansione a Pontassio: si tratta di un'area di oltre 35 ettari entro la quale laminare le piene dello Stella in modo da eliminare le tracimazioni fino alla confluenza con il Falchereto e di ridurre drasticamente quelle oltre la confluenza. Il dimensionamento e la progettazione sono in fase di esecuzione a cura dell'Urtat di Pistoia. L'intervento è stato ritenuto non assoggettabile alla procedura di VIA ed attualmente è in corso di stesura il progetto esecutivo del primo Lotto. 
Cassa di espansione sul Rio di Lucciano presso la confluenza con il Fermulla: è un'area di poco più di 4 ettari che dovrebbe contenere le acque del fosso di Lucciano eliminando i fenomeni di transito lungo il capoluogo e riducendo significativamente gli accumuli nell'area compresa fra le sponde destre di Stella e Falchereto. Redatto il progetto definitivo è in corso di approvazione.
Cassa di espansione della Querciola: la delimitazione riportata in carta è tratta dalla tavola degli interventi strutturali allegata al DPCM 5/11/99. Entro quest'area,
con una superficie di oltre 100 ettari, è prevista la realizzazione di una cassa destinata soprattutto alla espansione delle acque medie (Fosso Quadrelli) e basse (Senice, Scolo). La realizzazione di questa cassa ridurrebbe le criticità idrauliche del vasto comparto compreso tra il Quadrelli e l'Ombrone e indirettamente anche del comparto delle Galigane le cui acqua sarebbero ricevute dal Quadrelli mediante idrovore. Il progetto, a cura dell'Urtat con ente attuatore la Provincia, è ancora nella fase preliminare di dimensionamento.
Cassa del Bavigliano: l'area attraversata dal Colecchio nella zona del Bavigliano costituisce una cassa di espansione naturale che ha sempre raccolto le acque basse di tutto il comparto tra le colline e lo Stella e le acque alte di tracimazione soprattutto del Fermulla e dello Stella. Per mettere in sicurezza gli insediamenti esistenti e per permettere l'utilizzazione di alcune porzioni di territorio intorno ai centri abitati esistenti, è previsto l'aumento della capacità di invaso dell'area del Colecchio a valle del Fermulla. A questo scopo è stato eseguito uno studio idrogeologico di fattibilità sulla base del quale verrà ubicato e dimensionato un intervento idraulico per la riduzione del rischio idraulico. Le aree riportate sulla carta sono riprese dal DPCM 5/11/99.
Cassa Fermulla Stella: su incarico della Provincia di Pistoia sono stati effettuati i rilievi topografici propedeutici alla realizzazione di una delle casse di tipo "B" indicate nel DPCM 5/11/99. Si tratta di un'area che complessivamente si estende per circa 23 ettari ed in cui attualmente si accumulano le acque alte che fuoriescono dai torrenti Stella e Fermulla, oltre alle acque basse di tracimazione dal Fosso Colecchio. 
Briglia a bocca tarata sul Rio Falchereto: si tratta di risagomare l'invaso a monte della bocca tarata esistente per aumentarne la capacità di circa 19.000 mc. I lavori saranno a carico del Comune di Quarrata sulla base di una perizia tecnica da parte dell'Urtat. Ha lo scopo di mitigare il rischio idraulico del comparto idraulico in destra Stella e in sinistra Falchereto.

 

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