Quando nei giorni scorsi ho appreso dalla stampa del tragico assassinio che si è compiuto a Pollica ho riflettuto a lungo. Il dispiacere per una morte violenta colpisce sempre, ma questa è una delle morti alle quali ci dobbiamo ribellare. Questo vile gesto non colpisce solo la persona, la sua famiglia ed i suoi affetti ma, colpendo un uomo delle istituzioni, colpisce lo Stato e tutta la Comunità.
Dall'inizio del mio mandato ho intrapreso un percorso importante per la diffusione dell'educazione alla legalità, principio dal quale ogni attività pubblica deve trarre ispirazione: la difesa della legalità è fondamento della democrazia. Forse è una fatica, forse è talvolta difficile e tante iniziative sono state anche oggetto di critica ma dobbiamo, con coraggio e determinazione, proseguire in questo spirito senza mai cedere nella tentazione di chinare la testa.
Questa criminale e vile esecuzione non riuscirà a far tacere gli amministratori onesti che lavorano a difesa della legalità; episodi del genere devono anzi moltiplicare le energie di tutti noi amministratori e spingerci a continuare lungo la strada della giustizia e della legalità. Lo sconcerto e l'amarezza per questa assurda perdita deve far nascere un grido di avversione da parte di tutte le voci delle Istituzioni e della società civile, verso chi tenta di soffocarne la potenza.
Il più grande atto di rispetto verso il Sindaco di Pollica è quello di seguire tutti la strada che lui, con coraggio, aveva tracciato riponendo la nostra fiducia nelle Forze dell'Ordine affinché sia fatta davvero giustizia.